“Non attraverserò queste strade finché non mi terrai la mano”
[Rise against]
Giugno 2020. Un periodo in cui tutto faceva paura, e anche sposarsi sembrava qualcosa di fragile, quasi incerto.
Emma con le Converse sotto l’abito nuziale, Jo raggiante in bianco, accompagnati dalle famiglie, entrambe di musicisti. Il padre della sposa che, oltre a suonare, l’ha dolcemente accompagnata all’altare.
C’era una tensione sottile nell’aria, quella che tutti abbiamo vissuto in quei mesi. Ma loro sono riusciti a trasformarla, a prendersi il loro spazio, costruendo qualcosa di vero dentro una situazione che sembrava non lasciare spazio a niente.
Hanno scelto le magnifiche atmosfere ottocentesche di Villa Pitiana, una location immersa nel verde toscano, che ha permesso loro di stare all’aperto, nei grandi e rigogliosi giardini, rispettando normative, senza rinunciare a quello che contava davvero.
Ed è forse proprio questo che mi è rimasto di più: la capacità di trovare felicità e condivisione, anche lì.
Ogni volta che riguardo queste immagini torno a quel pomeriggio di inizio estate. A quella sensazione precisa, difficile da spiegare ma impossibile da dimenticare.